Trattamento zanzare


Zanzare disinfestazione e lotta alle larve ed alle forme adulte


Zanzare, fasi dello sviluppo
Le femmine delle zanzare possono deporre le uova direttamente sull’acqua o in luoghi che verranno sommersi solo dopo un certo periodo di tempo. Indipendentemente dal sito di deposizione, la schiusa dell’uovo e lo sviluppo della larva di zanzara potrà avvenire solo in presenza di acqua allo stato liquido (non saturazione di umidità).Le varie specie di zanzara si sono adattate in modo da consentire alle proprie larve lo sviluppo in differenti tipologie di acque: dolci, salmastre, limpide, torbide, inquinate o meno. 

Solitamente non si trovano larve di zanzara in acque in movimento o in acque che ospitano pesci insettivori, che si possono nutrire delle larve stesse. La velocità di sviluppo delle larve di zanzara, ovvero la durata del periodo che intercorre tra la schiusa dell’uovo e la comparsa della forma alata adulta, è collegata alla temperatura dell’acqua in cui le larve si stanno sviluppando. All’aumentare della temperatura delle acque infestate diminuisce la durata della fase di vita larvale e, di conseguenza, accelera la comparsa di nuove zanzare alate. Ciò spiega perché le zanzare divengono più numerose in zone ove sono molto frequenti, od estese, le acque stagnanti che consentono un buon sviluppo delle larve e perché la presenza delle zanzare adulte aumenta con il progredire della temperatura.

Nella realtà di tutti i giorni possiamo distinguere due principali zanzare responsabili del maggior disagio. Culex pipiens, o zanzara comune, attiva dal tramonto all'alba. Punge sia all'esterno che all'interno delle abitazioni. Sverna come femmina adulta all'interno delle abitazioni, o nelle cantine e nei magazzini. Le uova sono deposte, a gruppi, direttamente alla superficie dell'acqua, in strutture chiamate "barchette". Le femmine depongono le uova principalmente nell'acqua dei tombini stradali e dei fossati.

La comparsa di Culex pipiens precede quella di Aedes albopictus, la zanzara tigre. Entrambe le specie sono in grado di trasmettere malattie virali. Culex pipiens in alcune aree della Val Padana può trasmettere WNV (West Nyle Virus) da fine luglio. E' per questo motivo che in alcune aree diviene necessario modificare temporaneamente i criteri con cui si attua la donazione del sangue. Aedes albopictus è stata responsabile di una piccola epidemia del virus CHK in provincia di Ravenna nell'estate 2007, ed è nota una sua, non elevata, capacità di trasmettere il virus ZIKA.

La zanzara tigre sverna come uovo (uovo durevole) deposto in luoghi che verranno sommersi dalle piogge primaverili, ad esempio sulle prati interne dei tombini stradali.

L'unico luogo che possono condividere le due zanzare è l'acqua presente all'interno dei tombini stradali (o di parcheggi, piazze, ...). Per il resto hanno comportamenti ben differenti. La zanzara tigre non depone le uova in presenza di medi e grandi ristagni d'acqua (fossati, golene, stagni, acquitrini, risaie, ...) ma solo in presenza di piccoli quantitativi d'acqua e nel raggio di poche decine di metri dai giardini e dalle abitazioni.

Mentre le femmine della zanzara comune si portano alla sera verso le abitazioni partendo dai fossati e da luoghi distanti 100aia di metri, quelle della zanzara tigre cercano riparo dal caldo nelle immediate vicinanze delle abitazioni. In particolare si portano alla base delle siepi e dei cespugli alla ricerca di luoghi umidi ed ombrosi e qui attendono le persone che sostano o lavorano vicino alle case per il loro, necessario, pasto di sangue.

Ciò ha un riflesso importante nella organizzazione delle azioni di controllo. Mentre l'esecuzione degli interventi antilarvali nei tombini stradali è utile per ridurre sia la presenza della z. comune che della z. tigre, trascurare l'infestazione nelle acque stagnanti dei fossati può permettere a Culex pipiens di moltiplicarsi a dismisura.

Per contro gli interventi contro le zanzare adulte sono discretamente efficaci nei confronti della zanzara tigre perché vengono trattati i luoghi di "riposo" diurno e notturno, vicini alle abitazioni. All'opposto gli interventi contro le femmine adulte della z. comune possono risultare di efficacia modesta perché questa zanzara non cerca rifugio diurno nella vegetazione vicina alle abitazioni e può compiere in volo anche discreti spostamenti.


   

Interventi contro le zanzare adulte. Trattamenti adulticidi :


La lotta contro le forme adulte (alate) delle zanzare si rivela necessaria quando non è stato possibile eseguire con sufficiente tempestività la lotta antilarvale. In determinate zone (ad es. aree turistiche costiere) i focolai di sviluppo larvali delle zanzare sono talmente estesi che può risultare assai difficile procedere ad una lotta antilarvale a tappeto.

In queste situazioni per tutelare la qualità della vita in aree residenziali, centri sportivi, insediamenti turistici od altro è necessario fare ricorso alla disinfestazione adulticida.

La cadenza di intervento, le modalità e le fasce orarie devono essere definite dopo aver valutato qual è la specie di zanzara in grado di arrecare il maggior disagio alla popolazione. Ad esempio nei confronti della zanzara comune (Culex pipiens) è opportuno intervenire alle prime ore della serata o alle prime luci dell’alba; nei confronti della zanzara tigre (Aedes albopictus) si può intervenire con successo nel tardo pomeriggio mentre il crepuscolo rappresenta un momento idoneo per il controllo di specie quali Ochlerotatus caspius (un tempo nota come Aedes caspius).

In Italia abbandonato o fortemente ridotto l’impiego dei termonebbiogeni nelle aree esterne e non essendo previsto in esterni l’impiego delle attrezzature ad ultra basso volume (ULV), si impiegano turbo atomizzatori o nebulizzatori a motore di potenza variabile. In ogni caso si utilizza un liquido vettore (l’acqua) per disperdere nell’ambiente minute goccioline composte da acqua ed un formulato insetticida.

Il contatto tra zanzara adulta e insetticida potrà avvenire per contatto diretto tra gocciolina e insetto in volo o, quando la zanzara si posa, per contatto tra la superficie ove è si è depositato l’ insetticida e le zampe dell’insetto.
Negli interventi in aree esterne è importante dirigere il getto dell’insetticida verso i luoghi che offrono alle zanzare adulte ripari freschi ed ombreggiati (siepi, cespugli, arbusti, …). Per contro non è utile trattare la chioma di alberi ad altezze superiori i 3-4 metri. Si tratta infatti di una fascia spesso ventosa, esposta al sole, poco umida e pertanto non favorevole alla lunga sosta degli insetti. Per gli interventi di disinfestazione in aree confinate si utilizzano piccoli nebulizzatori elettrici o bombole pressurizzate.

I formulati insetticidi indicati per la lotta alle zanzare si possono suddividere tra insetticidi ad azione molto rapida, ma solitamente poco o non persistenti, destinati ad un rapido abbattimento delle zanzare presenti al momento dell’intervento, ed insetticidi ad azione residuale in grado di uccidere le zanzare per alcuni giorni dopo l’intervento o, in alcuni casi, capaci anche di un effetto repellente.

Esistono inoltre formulati che associano due principi attivi ad esempio un piretroide fotolabile (tetrametrina, esbiotrina, …) ed uno fotostabile (cipermetrina, deltametrina, ….). In tal modo è possibile ottenere mediante un unico intervento un duplice effetto abbattente e residuale.

La lotta adulticida quando è indirizzata alla difesa di un vasto comprensorio, dovrebbe essere guidata da rilievi e campionamenti per individuare i momenti di maggior presenza delle zanzare adulte, le specie coinvolte e il livello di disagio subito dalla popolazione. Ciò permette di ottenere una maggiore efficacia e condurre una lotta mirata secondo il concetto della lotta integrata (i.p.m.: integrated pest management).

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